Quando si parla au pair, ci si riferisce spesso a ragazze che decidono di trascorrere un periodo in una famiglia straniera per badare ai bambini o svolgere piccoli lavori domestici in cambio dell’alloggio e di un piccolo rimborso spese, quasi fosse un divertimento. In realtà si tratta di un lavoro a tutti gli effetti tutelato da normative, quindi le au pair, oltre a sottostare ad una serie di doveri, godono anche di diritti. Come il diritto di avere giorni liberi e ferie retribuite.

Giorni liberi, vacanze e ferie delle au pair

Di solito, gli orari di lavoro delle aupairs vengono stabiliti tra la ragazza e la famiglia ospitante. In cambio delle mansioni che svolgono, le ragazze alla pari hanno diritto ogni mese ad alcuni giorni liberi e, in caso di soggiorni prolungati, anche a un periodo di ferie retribuite. Il numero di giorni di ferie varia a seconda della durata del soggiorno. In genere, le ragazze che si fermano in famiglia per 6 mesi hanno diritto a 2 settimane di ferie pagate, quelle che rimangono in famiglia un anno hanno diritto a 4 settimane di vacanze retribuite.

Vacanze di Natale insieme alla host family

Non è detto, però, che le ragazze alla pari decidano di usare le loro ferie durante le festività. Anzi, ricorrenze come il Natale possono essere una buona occasione per scoprire le tradizioni e le usanze di un altro paese. Non sono poche, infatti, le au pair che decidono di trascorrere le festività natalizie insieme alla host family. Ma che cosa c’è di diverso rispetto al Natale tricolore? Non è un caso se un vecchio adagio recita paese che vai, usanze che trovi”. Ogni paese ha le sue tradizioni. Scopriamo, allora, quelle di due destinazioni molto gettonate dalle au pair.

Il Natale in Irlanda, tra bevande calde e acque ghiacciate

Il Natale in Irlanda fa (quasi) rima con bevanda calda! Per sopportare le temperature più gelide niente scalda, infatti, come un whiskey irlandese, magari bevuto caldo e aromatizzato con qualche chiodo di garofano. La tradizione vuole che si consumi in uno dei tanti pub ma nulla vieta di berlo anche tra le mura della casa in compagnia della famiglia ospitante.
Se l’alcool non fa per voi e non temete il freddo, potete cimentarvi, invece, nella classica nuotata di Natale. Non sono pochi, infatti, gli irlandesi che il giorno di Natale si cimentano con un tuffo nelle acque gelide dell’Oceano. Se volete provare anche voi recatevi al promontorio Forty Foot a Sandycove, vicino Dublino o a Salt Hill, vicino Galway.
Se, invece, siete freddolosi non perdete l’opportunità di indossare un classico Christmas jumpers. Avete presente di cosa stiamo parlando? Di quei maglioni di lana a soggetto natalizio, diventati molto famosi dopo l’uscita al cinema del film Il diario di Bridget Jones. Magari un po’ un po’ kitsch ma sicuramente ideali per proteggersi dal freddo e per entrare nel vero clima natalizio irlandese!

Il Natale in Inghilterra: canti, doni ma anche chiodi!

Se avete deciso di trascorrere il Natale in Inghilterra insieme alla vostra famiglia ospitante, scaldate le corde vocali! I canti natalizi sono una tradizione tipicamente inglese. Non sono poche le famiglie che si rispettano questa usanza, magari anche gli abitanti dello stesso quartiere. Del resto, un’altra tradizione inglese che coinvolge anche i vicini di casa è il cosiddetto Boxing Day, cioè lo scambio di piccoli doni tra gli abitanti del quartiere il giorno di Santo Stefano (giorno in cui iniziano anche i saldi invernali!).
Infine, non stupitevi se durante la cena o il pranzo di Natale troverete accanto al vostro piatto una specie di caramella. Si tratta dei cosiddetti Christmas Crackers, pacchettini di cartone a forma di caramella che contengono una piccola sorpresa. In genere, per aprirli si tirano insieme le due estremità in modo da provocare un piccolo scoppio (da cui il nome crackers, da crack ossia scoppio). Se siete fortunati troverete un biglietto o un pensierino, altrimenti potrebbero capitarvi dei chiodi!

 

 

 

 

 

 

Emerald Isle”, cioè “isola smeraldo”. È questo un modo poetico per chiamare l’Irlanda, una destinazione tra le più gettonate da chi decide di fare un’esperienza alla pari all’estero. Il motivo di questo soprannome è chiaro: l’Irlanda è il paese europeo più verde dopo l’Islanda. E basta osservarla dallo spazio per rendersene conto. 

Ma com’è fare la ragazza alla pari in Irlanda? E quali sono le destinazioni ideali per fare un’esperienza alla pari? Scopriamolo insieme!

Au pair a Dublino, tra divertimento, storia e splendidi panorami

Dublino è una delle mete più gettonate per un soggiorno alla pari. Il suo carattere cosmopolita e, al tempo stesso, le sue dimensioni ancora a misura d’uomo, rendono la capitale irlandese la meta ideale per chi vuole fare un’esperienza alla pari all’estero in un “ambiente protetto”. I suoi quartieri vivaci pieni di negozi trendy e i suoi innumerevoli pub ne fanno un luogo indicato per ospitare ragazzi alla pari, interessati a svolgere un’esperienza di lavoro all’estero in un ambiente accogliente, giovane e vivace. Al tempo stesso, i numerosi e celebri monumenti raccontano il suo glorioso passato e i parchi e i dintorni di Dublino regalano splendidi panorami.

Au pair in Irlanda nella verde countryside

Fare l’au pair in Irlanda non vuole dire soltanto fare un’esperienza alla pari a Dublino. Molte altre località sono indicate per mettersi alla prova in un soggiorno alla pari. Ad esempio, le piccole cittadine che affollano la vasta e verdeggiante campagna irlandese. Qui i ritmi sono più rilassati, le giornate scorrono senza affanni e stress e anche fare l’au pair assume un significato diverso. La ragazza alla pari diventa, a tutti gli effetti, un membro della famiglia, con cui trascorre gran parte della sua giornate. Ma anche, un membro della piccola cittadina che l’accoglie, frequentando il pub e i negozietti del paese e facendo amicizie con la gente locale.

Au pair a Galway e Cork, le alternative alla capitale

Se l’idea di trascorrere dei mesi lavorando alla pari nella campagna irlandese non fa al caso vostro, una buona soluzione può essere quella di cercare una famiglia a Galway o Cork.
Nonostante sia una vera e propria città, Galway dà l’impressione di essere un piccolo e tipico paese irlandese affacciato sul mare. Nonostante il gran numero di turisti che affollano le sue strade, nella città di respira un’atmosfera tranquilla e confortevole. al tempo stesso, però, non manca il divertimento grazie ai numerosi locali e alla musica che spesso riecheggia tra le strade cittadine.
Anche a Cork, cittadina situata nel sud dell’Irlanda, l’atmosfera che si respira è quella di un piccolo paese. Le dimensioni contenute di Cork la rendono a misura d’uomo (e di au pair) e il suo spirito tranquillo e spensierato ne fanno una meta ideale per accogliere chi vuole fare un’esperienza di lavoro all’estero, senza rinunciare a scoprire la cultura locale in prima persona.

La calda accoglienza irlandese

Qualsiasi sia la destinazione in cui deciderete di fare un’esperienza alla pari, l’accoglienza da parte delle famiglie irlandesi non vi farà venire nostalgia di casa.
 
Gioiose, vitali, allegre (e anche numerose!), le famiglie ospitanti irlandesi sono aperte di mentalità e non rinunciano a regalare un sorriso ai ragazzi alla pari che accolgono  la giornata tipo di un au pair in Irlanda si conclude spesso al pub, magari in compagnia di alcuni membri della famiglia, che non rinunciano a uscire la sera for few”, cioè per qualche birra!

In conclusione, per fare la ragazza alla pari in Irlanda quale destinazione scegliere?

  • Dublino, se preferite una capitale europea cosmopolita e vivace
  • Galway, se amate la musica e non potete rinunciare al mare
  • Cork, se volete soggiornare una città ancora a misura d’uomo
  • Le campagne irlandesi, se vi piace il verde, la pace e la tranquillità

Se volete qualche informazione in più sui soggiorni alla pari in Irlanda, leggete le testimonianze di chi ci è già stato con noi!

“Are you ready to order?” è la frase tipica, pronunciata dalle cameriere dei pubs londinesi. Non fatevi cogliere impreparati ed immergetevi, deeper and deeper, nella cucina tipica. Smettiamola di ordinare pizza o di rifugiarci ammassati in un Mc Donalds piuttosto che in un Burger King. Sapori nuovi e combinazioni perfette vi stanno aspettando!

Spesso il pregiudizio e la convizione che la dieta mediterranea sia la migliore fa perdere la possibilità di approcciarci a tradizioni differenti. Si sa che l’Inghilterra è il paese multietnico per eccellenza, dove le numerose culture interagiscono tra loro. Camminando per le varie streets potrete trovare ristoranti Indiani, Taiwanesi, Cinesi, Italiani, Messicani, Greek and Lebanese Food, i quali sono sempre affollati non soltanto da residenti ma, soprattutto, da turisti.
Una differenza sostanziale, tipica di tutti i Paesi nordici, è che sono abituati a cenare davvero presto;  7 pm è l'ora in cui gli adulti si siedono a tavola e gustano la loro meal. Solitamente sono abituati a fare un unico pasto abbondante, per poi sgranocchiare qualcosa durante la sera. Vi stupirà (e ne sono sicura) il fatto che i bambini sono soliti a cenare alle ore 5. Si,esatto! Avete capito bene! Alle cinque del pomeriggio si riempiono il pancino per poi dedicare il tempo libero ai compiti ed ad una lettura veloce. Il tutto si conclude entro le 6.30pm, l'ora in cui vanno a letto.
Personalmente, durante il mio soggiorno come aupair, sono stata affascinata dal cibo che la mia host-family preparava, scegliendo prodotti biologici nel piccolo open-air market. Spesso ci recavamo tutti e cinque per scegliere la miglior frutta e verdura. Ricordo che i bambini erano davvero entusiasti nel selezionare i prodotti di stagione.
Ora vi elencherò i piatti che più mi hanno colpito. Colpito forse non è la parola giusta, dal momento che, una volta tornata in Italia pesavo 13kg in più!! Non sto scherzando, purtroppo. Fortunatamente ho ritorvato il mio peso forma dopo tanta palestra e alimentazione "più sana". Non mi perdo in ulteriori chiacchere ma passo subito all’azione: ecco a voi i my favourite dishes!

 

Let's start!

Il mio preferito in assoluto è il fish&chips con mashy peas, vinegar and sea-sallt. Super Yummy! Ricordo di aver atteso con ansia il Venerdì Sera, quando, come da tradizione, i nonni dei bambini lo cucinavano. Ovviamente non poteva mai mancare una apple pie o un apple crumble ad addolcire il tutto!

Un'altra main course molto attesa e desiderata era il roast dinner della Domenica. Un piatto completo, composto da verdure di stagione come carote, patate, piselli, cavolfiori accompagnate da delle fettine di carne, dal “Yorkshire Pudding” e dal gravy, una salsa eccellente. Soltanto a parlarne mi viene l’acquolina in bocca (forse perché ho un certo languorino). Lo adoravo, completamente!

Sausages and mash (o bangers and mash) corrisponde alla salsiccia con puré. Ero solita cucinarla per I bambini. Ricordo che finivano completamente il piatto senza mai avanzare nemmeno una briciola e ripetevano “more more more”. Senza fondo, potrei dire! Ammetto che, durante questo pasto, io cenavo con loro e facevamo a gara a chi ne mangiasse di più e, sinceramente, Edward vinceva sempre!! 

Jacket potatoes is the best one ever!!! Sono super informata su questo piatto! Potrei raccontarvi le origini e come si è evoluto nel tempo perchè mi ha proprio toccato il cuore. È un piatto povero, antico, mangiato in passato poiché, durante gli anni di povertà, riempiva lo stomaco dei contadini stanchi dopo una giornata di lavoro. È molto facile prepararlo e vi allego qua la ricetta. Io solitamente utilizzavo come topping baked beans or ceddar cheese piuttosto che tuna&mayo. They are a perfect combinations.

Ultimo ma non per importanza è...( rullo di tamburi) Shepherd' Pie. Mamma mia quante ne ho mangiate! Questo piatto ti frega parecchio:la crosticina dorata infatti ti persuade ad addentarlo fino a quando il cuore caldo ti scotta la ligua! Accipicchia che male! Quindi: watch out because It's burning!


Adesso tocca a voi!

Sono davvero curiosa di scoprire quale sia il vostro piatto tipico della tradizione Inglese! Scrivetemi delle ricette divertenti e gustose da provare oppure, suggeritemi dei piatti che potrei consigliare alle altre aupairs! Ricordo la mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Sarò felice di ascoltarvi e leggervi tutte!

V.



 Più e più volte mi avete domandato quali siano i requisiti per essere una ragazza alla pari e vi assicuro che, non servono chissà quali titoli per poter dare amore a dei bambini. In questo elenco troverete degli aggettivi che accomunano maggiormente tutte le au-pairs. Sono delle semplici qualità che tutte noi possediamo o che spesso non sappiamo di avere fino a quando non tocchiamo con mano la situazione. Sinceramente, prima di partire per un'esperienza simile, non conoscevo a pieno i lati del mio carattere. Poco a poco, li ho fatti emergere, li ho migliorati ed ora sono felice di averne un quadro completo. 

10 aggettivi di riferimento

1) Curiosa: l'au-pair una ragazza che si butta a capofitto in nuove esperienze, senza rifletterci troppo. Ha un grandissimo spirito di avventura e di adattamento. Il suo cuore è alimentato da un forte desiderio di esplorare, di vivere a pieno le giornate e quindi la vita. Non si accontenta di una passeggiatina in città, ma preferisce raggiungere luoghi lontani con mezzi diversi. Ama fotografare, infatti immortalerebbe qualsiasi cosa che le susciti un'emozione. Personalmente, appena arrivata a Romsey, ero stata affascinata dalle porte delle case, tutte super colorate, lucide, tanto da splendere ai miei occhi. Avrò fatto più di venti scatti, fermandomi davanti al cancelletto di ogni abitazione. I passanti mi avranno forse presa per una "crazy girl" ma io non ci avevo fatto troppo caso. I portoncini ed i tetti delle case erano state le novità della prima settimana.

2) Solare: au-pair deve essere una ragazza allegra, sorridenti e felice. Capisco, che molto spesso il tempo triste di Londra o la pioggia fitta di Lisbona non possano essere d'aiuto però, una volta lì, non ci farete nemmeno caso. Ballare sotto un temporale sarà la gioia più grande, saltare nelle pozzanghere di fango renderà i vostri bambini fieri della "sorella maggiore" appena arrivata e soprattutto voi stesse vi sentirete rinate. Ricordatevi sempre che un sorriso fatto ad un passante, all'autista del bus, ad una vecchietta signora tutta British, vi farà sentire meglio, soprattutto se questo è ricambiato.

3) Creativa: la fantasia deve essere la chiave per aprire i cuori dei bambini. Dovete saperla usare, manovrare a vostro piacere ed, in cambio, riceverete risultati. Tutte noi siamo state bambine e sappiamo benissimo che cosa, in passato, ci abbia colpito particolarmente. Ecco, proiettate i vostri memories nel vostro presente, nella quotidianità. Ho dei bellissimi ricordi di quando trascorrevo tutto il pomeriggio a disegnare, pitturare, fare delle creazioni con piccoli pezzetti di materiale. Rovistate nel vostro " armadio delle personalità" per sfoggiare un lato sempre nuovo di voi stesse. Ecco, usate il vostro passato, miglioratelo, facendo vivere una magia ai vostri bimbi. Sarete il loro punto di riferimento nei momenti ludici e creativi e per questo, improvvisatevi grandi esperti. Loro rimarranno stupefatti, sbalorditi tanto da non desiderare altro che sedersi a tavola con voi e giocare. 

4) Paziente: l'au-pair deve essere capace a destreggiarsi in situazioni difficili. In una giornata no, ad esempio, quando vedete che il vostro bimbo è proprio grumpy, voi non lasciatevi abbattere facilmente. Non perdete la calma ma create con la vostra mente. Siate intraprendenti, spingetevi oltre i limiti e trovate una soluzione. Proponete alternative, chiedete al diretto interessato che cosa vorrebbe fare, dove vorrebbe andare o cosa vorrebbe mangiare!
Vi lascio un esempio che vi farà sicuramente capire cosa intendo: avete una mela, bella, rossa e gustosa e il vostro marmocchio si è proprio impuntato: non la vuole mangiare! Una tattica, maggiormente usata, è quella di arrabbiarsi, ricattarlo (se non mangi la mela non facciamo questo) oppure assecondarlo. Nessuna di queste è la soluzione giusta. Voi dovete giocare con la mela, dovete coinvolgere il bambino ed arrivare a compromessi! Prendete il frutto, tagliatelo a metà, anzi, date a lui un coltello di plastica e rendetelo partecipe. Così facendo vi smezzerete la mela. Assaggiatene un pezzetto e lui farà lo stesso. Con i semplici gesti ed il sorriso sulle labbra ottenete ciò che desiderate.

5) Disponibile: l'au-pair è un aiuto, un appoggio per la famiglia, un punto di riferimentoL'elasticità viene sempre premiata e soprattutto venirsi in contro è un punto fondamentale; come in tutte le famiglie ci possono essere delle emergenze, degli imprevisti come ad esempio la vostra host-mum ritarda a tornare a casa dal lavoro ( in inglese si dice: She is stuck in a traffica jam) e quindi voi dovete occuparvi un po' di più dei bambini. Il bello è che si tratta di dare e ricevere e i gesti fatti con il cuore fanno sempre piacere. Nella mia esperienza personale ricordo che, un pomeriggio, stavo stirando le uniformi scolastiche dei bambini e, poco più in là. ho visto delle camice del papà che gli sarebbero servite il giorno successivo. Sapevo benissimo che Nick le avrebbe stirate alla sera ma io, per sollevarlo, ho voluto occuparmene personalmente e lasciargliele poi a bordo del letto. Una volta rientrato era rimasto sorpreso e mi aveva ringraziata più e più volte. Stessa situazione con i camici della host-mum Luisa, dato che lei lavorava in ospedale. Mi è sempre venuto spontaneo aiutarli, vedendoli sempre affaticati. 
Ho parlato di dare e ricevere perché un sabato pomeriggio avevo poi trovato i miei vestiti stirati nel mio letto. Ecco, questa era la famiglia che volevo e che fortunatamente, ho trovato!

6) Aperta a nuove culture: un'au-pair dovrebbe immergersi completamente nella cultura, negli usi e costumi del paese ospitante, prendendone parte attivamente. Ho sempre avuto il desiderio di assaggiare cibi nuovi, partecipare alle numerose festività, conoscere la storia del territorio, le leggende, i fatti avvenuti o semplicemente le curiosità più strane. Mi soffermerei principalmente sul cibo. In nove mesi di esperienza ho preso 12 kg!! Io amo il cibo inglese, forse sarà la sola a dirlo. Mi manca il fatidico “fish&chips” del venerdì, immagino le calde e gustosissime “apple pie, apple crumble” e via dicendo, per non parlare della cucina internazionale. Piatti tipici della tradizione indiana, taiwanese e cinese sono stati la mia rovina. Potrei approfondire questo argomento in un articolo a parte per suggerirvi qualche ricetta!

7) Sognatrice: una ragazza alla pari ha uno zainetto sempre pronto, un taccuino dove annotare le mete da visitare e sogna ad occhi aperti. Crede nella bontà della gente, ha voglia di conoscere la storia delle persone. Sogna una vita un po’ stile vintage, dove la protagonista assapora ogni alba e ogni tramonto. Non è una ragazza banale, monotona: infatti coglie tutte le sfumature che la vita le può offrire. Ama perdersi nell’infinto dei suoi pensieri, mangiando per strada e ascoltando una buona musica. Una au-pair alza gli occhi e guarda il cielo.

8) Sa quello che vuole: si devono avere degli obiettivi nella vita. Ciascuna di voi si domandi: “ perché voglio fare questa esperienza?” Beh, ci sono risposte multiple: per guadagnare dei soldi, per imparare la lingua, per fare nuove conoscenze, per vivere in un altro paese, per scappare dalla monotonia, per distaccarmi dalla realtà e provare a capire chi sono realmente…dovete essere determinate a realizzare i vostri progetti. Frequentate una scuola, ( i college non sono poi così costosi) e di conseguenza vi farete nuovi amici! Migliorate il vostro inglese, fatelo per voi stesse ma anche per il vostro futuro. Poco a poco vi sentirete realizzate.

9) Farsi valere: ciascuna di voi ha dei diritti e dei doveri: i primi non devono mai essere dimenticati. Sfruttate il dialogo, sedetevi a tavola e discutete pacificamente, con rispetto, i problemi. Partire prevenute non serve ma parlare di tutto si! Fatevi valere, date suggerimenti ai genitori, esprimente il vostro punto di vista in merito al comportamento del bambino. Buona abitudine sarebbe che, a fine giornata con una tazza di tè, vi sediate sul divano a raccontarvi. Questo è anche un modo per delineare il vostro ruolo e per fare un ottimo lavoro di squadra, utile al bambino.

10) Sapersi divertire: questo è il punto che più mi piace. Ultimo ma non per importanza, ragazze mie, sappiate divertirvi con i più piccini e con i più grandicelli! Uscite, svagatevi! I Parties vi stanno aspettando e le serate con le amiche saranno indimenticabili!
 Visitate, esplorate, perdetevi, ritrovate la strada. Siate spontanee. Siate voi stesse. Siate vive.

Fare l’au pair. Un sogno che coincide spesso con il desiderio di scoprire nuove realtà, imparare una lingua straniera, mettersi alla prova. Ma anche un sogno che, a volte, viene messo da parte per dubbi, incertezze o per la difficoltà di volerlo realizzare attraverso il fai da te. Ma è proprio detto che vi si debba rinunciare? No, basta rivolgersi a un’agenzia specializzata nella ricerca e selezione di ragazze alla pari.

Agenzie per ragazze alla pari: come sceglierle

Digitando su Google “agenzie per ragazze alla pari” o “agenzie per au pair” non sono pochi i risultati ottenuti. Ma come scegliere l’agenzia a cui affidarsi? Eccovi alcuni consigli.

  • Rivolgersi ad agenzie con una sede fisica verificabile
  • Controllare che sul sito dell’agenzia vi siano i riferimenti del suo responsabile o titolare
  • Preferire un’agenzia attiva da molti anni
  • Privilegiare agenzie dalla buona reputazione o di cui si è già sentito parlare
  • Scegliere agenzie che fanno parte di associazioni di categoria, come la Iapa (International au pair association). Proprio la Iapa ha spiegato sul suo sito perché è importante rivolgersi alle sue agenzie affiliate.

Agenzie di au pair: perché sceglierle

Qualcuno potrebbe dirvi che per trascorrere qualche mese all’estero come au pair basta trovare una famiglia disposta ad ospitarvi e il gioco è fatto. Purtroppo non si tratta solo di questo.
La recente cronaca ha insegnato, infatti, come scegliere una famiglia affidabile sia davvero la cosa più importante.
Rivolgersi a un’agenzia specializzata serve, appunto, ad assicurarsi che la host family, cioè la famiglia ospitante, sia stata selezionata e monitorata. La selezione viene in genere effettuata dall’agenzia attraverso i suoi collaboratori presenti nei diversi Paesi. Le agenzie specializzate collaborano, infatti, tra loro per la ricerca e la selezione sia delle ragazze che delle famiglie. Inoltre, prima della partenza, l’agenzia fa in modo che la au pair e la host family si conoscano per telefono e attraverso degli incontri su Skype (in modo da riuscire anche a vedersi!). Solo dopo essersi reciprocamente piaciuti lo scambio può avvenire.

Agenzie di ragazze alla pari: una sicurezza prima e durante il viaggio!

Il giusto “abbinamento” tra la ragazza au pair e la famiglia ospitante è soltanto il primo passo che compie un’agenzia.
Prima della partenza, infatti, le agenzie forniscono alle ragazze informazioni sulla destinazione prescelta, sui corsi di lingue che si possono frequentare e sulla presenza di altre au pair in quella località.
In secondo luogo, anche durante la loro esperienza all’estero, le ragazze possono contare su un contatto costante da parte dell’agenzia che monitora, in questo modo, il buon andamento dello scambio.
Inoltre, è molto importante il ruolo dell’agenzia per le au pair che, dopo aver compiuto una prima esperienza all’estero, intendono ripartire verso un’altra meta. In questo caso l’agenzia fornirà alla nuova host family le referenze richieste che, se garantite da una precedente esperienza andata bene, hanno di certo un valore maggiore.
Infine, in caso di gravi problemi tra la au pair e la famiglia, sarà l’agenzia a farsi carico di trovare una soluzione al problema che può anche consistere nella ricerca di una nuova famiglia per la ragazza all’estero. 

Tutti i rischi del fai da te

Scegliere un’agenzia specializzata per realizzare il proprio sogno di trascorrere qualche mese come au pair all’estero vuol dire, insomma, andare sul sicuro. Una cosa ben diversa è organizzare tutto online.
Sono molti i portali dove, in cambio di pochi euro (o a volte anche di nulla), le aspiranti au pair possono trovare profili di famiglie ospitanti. Si tratta, però, di famiglie su cui non sono stati effettuati controlli né sulla loro serietà né sulla loro effettiva esistenza. E, se durante il soggiorno, l’au pair dovesse avere qualche problema con la famiglia non avrebbe comunque nessun altro interlocutore a cui rivolgersi.
Insomma, organizzare online il proprio soggiorno da au pair, insomma, è come tirare ai dadi. Ma non è detto che si sia sempre fortunati…

Se, invece, non amate il rischio e preferite che il vostro sogno da au pair si trasformi realtà, cliccate sul nostro application form e unitevi a noi!

 

 

 

 

 

l'autunno è ormai inoltrato, il sole tiepido ed il venticello frequente accompagnano le nostre giornate scandite da una routine spesso pensante, anche se, i ricordi estivi non ci hanno ancora completamente abbandonate; Tutte noi vorremmo tornare indietro, possibilmente agli inizi di giugno, per poter camminare sulla sabbia scottante e sorseggiare un buon cocktail a bordo piscina. Purtroppo però, dovremmo aspettare fino al prossimo anno, ma nell'attesa, vi propongo delle attività creative adatte a tutte voi, da realizzare con i vostri bambini, nei pomeriggi di babysitting, piuttosto che in compagnia di amici. Di fondamentale importanza, in questo mese un po' cupo e a volte tenebroso, è indossare il vostro miglior sorriso per coinvolgere con grande entuasmo le persone che vi circondano.

Proposte per i più piccini

 Consiglio di iniziare a pensare alla festività più famosa e popolare di tutto il Regno Unito: Halloween. Tra 19 giorni esatti sarà ora di sfoggiare la maschera più paurosa, di indossare un abito tenebroso per il famosissimo rituale del “trick or treat?” Per chi non lo sapesse, consiste nell'innoltrarsi in vie buie e spaventose, bussando di porta in porta per ricevere qualche buon dolcetto. Quale miglior modo di entrare nel clima magico e misterioso se non quello di iniziare a creare delle vere e proprie decorazioni con i vostri bambini? Io l'avevo fatto ed era stata un'attività che aveva coinvolto tutta la famiglia; un vero e proprio team work. Il materiale da utilizzare non è molto anzi, si possono riciclare oggetti come bottiglie, tappi di plastica, scatoloni per creare ragni, fantasmi, scheletri, calderoni e pozioni magiche. Divertente sarà poi addobbare la casa con i vostri capolavori. Eccovi un sito, molto affidabile che vi proprone più di cento suggerimenti: Halloween's decorations.

Una seconda idea piuttosto originale potrebbe essere quella di uscire di casa con i vostri bambini per portarli in uno spazio aperto come un boschetto o un parco. Il compito sarà quello di raccogliere foglie secche dai mille colori, ghiande, noci, pezzetti di legno, rami, pigne, pietroline, fiori, elementi della natura per poi realizzare, una volta rientrati a casa, gli animaletti del bosco. Ci sono due opzioni, entrambe davvero coinvolgenti: potrete sia creare dei veri e propri modellini di scoiattoli, uccellini, tartarughe oppure su dei fogli resistenti, dei biglietti di auguri piuttosto che cartoline. Sono sicura che, con un pizzico di fantasia, sarete sicuramente capaci di aiutarli sfruttando le risorse trovate. Vi allego alcuni esempi facili e veloci: autunno fai da te.

Per un pomeriggio di pioggia o di noia, il modo migliore per rallegrare gli animi in casa è preparare una buona torta. Questa è la stagione delle mele, un frutto che, personalmente, una volta seduta a tavola, mi fa capire che l'autunno è ormai arrivato. Una ricetta, davvero facile che richiede pochi ingredienti. Coinvolgete i più piccolini  assegnando loro dei compiti come lavare la frutta, tagliarla a pezzettini o spargere, una volta tolta dal forno, lo zucchero a velo. Una buona fetta insieme ad una spremuta d'arancia sarà capace di far tornare il sorriso a tutti. Eccovi, torta di mele della nonna.

Per le Au-Pairs che si trovano in Hampshire e dintorni suggerisco tre attività super divertenti che ho fatto con la mia host-family: recatevi a Colden Common dove ogni anno si tiene il famosissimo Scarecrow Festival. Consiste in un percorso immerso nel verde alla ricerca di spaventapasseri davvero buffi. Controllando sul sito, ho visto che il Festival si terrà proprio Sabato 10 Ottobre dalle ore 13.00 alle ore 16.00. Non perdetevi l'occasione di partecipare ad un evento divertentissimo che coinvolge tutta la famiglia. Un'altro luogo particolarmente suggestivo, che Edward and Abigail (i miei marmocchi) hanno apprezzato è nei pressi di Ringwood, precisamente Moors Valley dove, insieme ai vostri ragazzi, potrete divertirvi facendo  passeggiate tra costruzioni di legno, alberi altissimi con percorsi sospesi, adatti a tutte le età. L'attrazione turistica, che richiama  migliaia di visitatori si chiama:Go Ape! 
Ultima proposta è una camminata nella New Forest, un parco nazionale grandissimo dove potrete ammirare paesaggi emozionanti grazie alla presenza di wild horses! Recatevi a Brokenhurst oppure a Beaulieu e ottimi pubs vi accoglieranno per un roast dinner oppure in un super cute Cafè dove poter fare un Afternoon Tea in compagnia.

 

Au-pairs: suggerimenti per giorni off

Visitare le principali città del Regno Unito è l'ambizione massima di tutte le Au-Pairs; infatti, oltre ad avere delle settimane di vacanza, stabilite da contratto, avete a disposizione due giorni alla settimana completamente liberi, da dedicare a voi stesse. Grazie alla possibilità di sfruttare i voli interni e di trovare sistemazioni davvero economiche, partire il Venerdì sera e tornare la Domenica pomeriggio è ormai diventata una abitudine per molte di voi. Vi presento  tre città, ricche di storia e cultura che mi hanno affascinato particolarmente:

la prima in assoluto, è  Stratford-Upon-Avon, che come ben sapete, è il luogo di infanzia del celebre drammaturgo Shakespeare. Qui, potrete trovare Il Royal Shakespeare Theatre, Anne Hathaways Cottage (la casa natale di Shakespeare), e molte altre attrazioni simili.

Spostandoci completamente ad sud-ovest invece, la Cornovaglia, con le sue scogliere a picco sul mare, le sabbie marroncine ed i surfisti sempre pronti a cavalcare l'onda migliore, vi attende. Si può partire da diversi punti di Londra e raggiungere in treno una delle città principali per poi spostarsi con mezzi secondari. Una volta arrivati, non potrete assolutamente perdervi il meraviglioso villaggio di pescatori di Porthtowan vicino a St. Ives. Lì vi è un pub speciale: Blue Bar, dominato dal colore azzurro: sedie azzurre, gembiuli azzurri, panche azzurre. Il padrone di casa è il mare, ha il posto d'onore. Mi sono spesso seduta vicino alla vetrata che si affaccia sulla spiaggia, soprattutto all'ora del tramonto quando, fredda e con l'odore di salsedine sulla pelle, ammiravo il potente ed immenso orizzonte. Blue bar è il punto di ritrovo a fine giornata, sia per i più piccolini sia per i più grandicelli. Il tavolo da biliardo, la musica jazz e talvolta serate a tema erano il pane quotidiano di quegli abitanti che vivevano a pieno le loro giornate, incontrando gente nuova da tutto il mondo.

Ultima ma non per importanza è Nottingham, una città principalmente industriale ma ricca di storia grazie alle vicende del mitico Robin Hood, colui che rubava ai ricchi per dare ai poveri. La famosissima Sherwood Forest  è popolata da enormi quercie che mantengono il segreto sul leggendario eroe che ha fatto la storia. Ogni anno, alla fine di luglio, moltissimi bambini si divertono con arco e frecce nel bel mezzo della suggestiva natura.

Per le Au-Pairs in Hampshire e dintorni, Salisbury, Winchester e Southampton sono ad un passo da voi. Centri commericiali, ristoranti, monumenti storici e curiosità vi aspettano. Comodi buses potranno portarvi a destinazione. Uno ogni mezz'ora. 

Ricordo a tutte voi, l'indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. da contattare per ottenere maggiori dettagli. Sarei molto felice di ricevere moltissime testimonianze della vostra esperienza! Vi aspetto, alla prossima. V.

Martedì, 10 Ottobre 2017 13:53

Au-Pair: un'avventura per rinascere

Un forum di Au-pairs

Ciao! Mi presento: sono V. una ragazza che, come voi, ha trascorso un periodo della vita all'estero facendo la ragazza alla pari. Attraverso questo mezzo ho la possibilità di esprimermi apertamente, di riportare la mia testimonianza in merito alla mia avventura. Sono stati nove mesi davvero intensi che ricordo con molto piacere seppur siano ormai passati alcuni anni. Continuo ad avere contatti con la mia host-family, tanto che, almeno due volte all'anno prendo l'aereo e vado a Romsey, una piccola cittadina dell'Hampshire, Inghilterra. Là, è rimasta una parte del mio cuore che ogni tanto devo tornare ad abbracciare.
Il mio compito, settimanalmente, sarà quello di scrivere per voi! 

- Ogni settimana sarà pubblicato un articolo, precisamente il Giovedì e le tematiche trattate saranno molteplici; sarei davvero felice di affrontare argomenti suggeriti da voi stesse, per suscitare maggior interesse al nostro pubblico.
- Un modo facile e veloce per comunicare con me potrebbe essere quello di scrivermi in posta privata. Sarò molto veloce a rispondere. Eccovi l’indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure lasciando un commento e, in quel caso, sarò io stessa a contattarvi.
- Vige un unica regola: sentirsi liberi di esprimere le proprie idee con tutta serenità.

L’idea di scrivervi direttamente mi entusiasma moltissimo, proprio perché, il mio obiettivo sarà quello di discutere apertamente con voi in merito al cammino che avete intrapreso coraggiosamente. Eccomi, in veste di amica, pronta a consigli, a rispondere alle vostre domande, a suggerirvi semplici attività da proporre ai bambini ma anche a spingervi a viaggiare il più possibile. Mi piacerebbe rimanere in una nebbia di mistero e non svelare nulla sulla mia personalità ma, così facendo, sarebbe un rapporto troppo distaccato e astratto.

Curiosità su V.

Sono una sognatrice credo molto nella fantasia; do fiducia alle persone che mi stanno attorno. Amo esplorare, conoscere culture diverse, leggere ovunque, soprattutto testi della letteratura Inglese del passato. Conosco l’Inglese, il Portoghese e lo Spagnolo ma vorrei imparare altre lingue per poter comunicare con le persone lontane, in angoli remoti del Mondo. Ho studiato greco e latino in passato. Vado matta per i gatti di tutti i tipi, soprattutto per i miei tre amori pelosi. Mi piacciono i bambini e mi diletto in ciò dando loro ripetizioni. Sono una cittadina del mondo – così mi definisco – una wanderlust perché appena posso, parto con la mia valigia alla scoperta di qualcosa. Quel qualcosa non è nulla di definito ma mi appaga girovagare per terre nuove. Sono anche molto pigra: infatti, quando ho del tempo libero, trascorro ore e ore a guardare serie tv. Ho tante idee, sono creativa ed entusiasta della vita: ogni giorno invento qualcosa da fare, qualcosa di nuovo che mi possa piacere. Non ho un posto definito nel mondo, sono ancora giovane, ma vorrei poter avere la possibilità di cambiare lavoro ogni giorno: vorrei essere un medico, una scrittrice, un’investigatrice, un mercante avventuriero piuttosto che una veterinaria. Vedremo cosa mi riserverà il futuro. Spero tanta felicità.

Ricordi dell'esperienza passata.

Ho deciso di intraprendere questo percorso e quindi di comunicare con voi, basandomi sulla mia esperienza personale; infatti quando ero una ragazza alla pari, ero spesso sommersa da interrogativi di molteplice natura, spesso causati dal fatto di essere in un altro paese, lontano da casa, dai miei amici e dai miei familiari. Per fortuna ho avuto con me una host- family straordinaria che ha saputo amarmi come una figlia. Ricordo con piacere gli intensi pomeriggi di giochi con i due marmocchi che mi rallegravano le giornate, le gite fuori porta, la vacanza tutti insieme in Cornovaglia, i regali che ci siamo scambiati, i piatti cucinati alla Domenica mattina e le letture prima di dormire. Non ho scordato nulla di quel periodo e credo vivamente che, un'esperienza così forte e così costruttiva, ti possa in qualche modo migliorare e portare tanti benefici. Così è stato tanto che, oltre ad aver stretto un legame davvero unico, ho imparato la lingua, ho viaggiato, ho costruito delle amicizie solide e soprattutto mi sono trovata indipendente, libera. Penso che questo quadro descrittivo appena fatto, possa rispecchiare la personalità di ciascuna di voi. 

Gli Articoli: tematiche ed idee che si affroneranno. 

Gli articoli verteranno su argomenti di varia sfumatura come il desiderio di viaggiare, la scoperta di luoghi nuovi ed interessanti in UK, curiosità, cibo, festività, giochi ed attività creative da fare con i bambini, idee interessanti per il tempo libero, storia e cultura del passato, piuttosto che temataiche scelte da voi stesse. È una sorta di forum dove possiamo condividere le nostre idee in merito a questioni importanti che ci accomunano.
Il primo articolo si baserà sulle possibili attività da fare durante il mese di Ottobre, non soltanto con i vostri bambini nei giorni di baby-sitting, ma anche con il vostro gruppo di amici. È bello trascorrere le giornate all’aria aperta in questo periodo dell’anno soprattutto per assaporare il paesaggio circostante; i colori delle foglie, il venticello pungente, la natura che pian piano si prepara per l’inverno ed il freddo che ci raggiunge ci trasmettono un senso di serenità e magia. Tutto cambia come anche noi stesse. Più forti, più sicure e più consapevoli sul nostro futuro! Essere un au-pair non è facile, lo so; spesso ci sono momenti di sconforto, di solitudine ma poi, una volta superata la fatica il mondo ci sembra meraviglioso.

 

 Iniziamo a conoscerci:

A tutte quelle che mi leggeranno vorrei chiedere di mettersi subito in contatto con me, inviando una mail all'indirizzo:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  : Vorrei davvero tanto che mi raccontaste la vostra esperienza! Ma prima di farlo..descrivetevi con 5 aggettivi! Vi aspetto ragazze!!






 

 


Fare unesperienza da au pair a Londra è una scelta di molti studenti. Ma cosa cambia adesso? Quali sono le conseguenze della Brexit per gli italiani che vorrebbero fare unesperienza di lavoro allestero? Le incertezze sono ancora molte. Prima di tutto, quindi, cerchiamo di capire esattamente che cos’è la Brexit.

Che cos’è la Brexit?

Con il termine Brexit (che deriva dalla contrazione di “Britained exit) si indica luscita del Regno Unito dallUnione Europea, così come è stato deciso dal referendum nazionale del 23 giugno 2016. Non si tratta di unuscita immediata: luscita effettiva avverrà il 29 marzo 2019 ma, proprio nei giorni scorsi, la premier britannica Theresa May ha annunciato che dopo questa data ci sarà un periodo di transizione di 2 anni. Quindi, il Regno Unito lascerà l’Ue, a tutti gli effetti, nel 2021, cinque anni dopo il referendum che ha sancito questa decisione.
Nel frattempo, però, che cosa cambia? Che cosa succede agli italiani che intendono recarsi nel Regno Unito per unesperienza di lavoro? Quali sono gli effetti della Brexit sugli studenti che intendono trascorrere alcuni mesi come au pair a Londra o in altre località del Regno Unito (che include Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord)?.

Quali sono gli effetti della Brexit sugli italiani?

Sono quasi 300mila gli italiani che, attualmente, vivono nel Regno Unito. Un numero che ha subito una forte crescita proprio nella seconda metà del 2016, dopo il referendum per il “leaveo il “remain. Molti italiani che vivevano da tempo in Gran Bretagna hanno deciso, infatti, di regolarizzare la loro situazione, per il timore di perdere i propri diritti. Una paura legittima vista la situazione incerta. Anche se la premier in un suo recente discorso ha rassicurato i nostri concittadini: “Vogliamo che gli italiani nel nostro Paese abbiano gli stessi diritti che hanno ora. Il nostro sistema legale garantirà loro questi diritti anche in futuro”.

Au pair a Londra: un sogno ancora possibile?

Ma cosa cambia, invece, per chi non vive o non lavora ancora nel Regno Unito ma si accinge a farlo? Ad esempio, per i tanti studenti che sognano di fare unesperienza come au pair a Londra per imparare linglese e guadagnare qualcosa?

Per il 2018 non dovrebbero esserci cambiamenti. A partire dal 2019 la parola chiave è, invece, “registrazione. Da marzo 2019, infatti, con lo stop alla libera circolazione dei cittadini Ue nel Regno Unito, tutti coloro che vorranno recarsi in Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord per lavoro o per vivere dovranno sottoporsi a una procedura di registrazione, presentando determinati documenti. Non è chiaro se al termine di questa procedura di registrazione si potrà soggiornare nel Regno Unito avendo ottenuto un visto o un permesso di soggiorno o, ancora, un permesso di lavoro. Ma questa nuova procedura potrebbe essere valida anche per quelli che il Governo britannico definisce lavori a casa, della durata di alcuni mesi, come quelli svolti, appunto, dalla maggior parte delle ragazze au pair.

Adesso, per gli studenti che si accingono a fare unesperienza di lavoro alla pari nel Regno Unito, oltre ad avere determinate caratteristiche è sufficiente presentare una carta didentità valida per lespatrio. Gli altri documenti richiesti sono:

  • Diploma di scuola secondaria superiore
  • Certificato penale da richiedere in Tribunale
  • Certificato di buona salute fisica e psichica
  • Medical report
  • Fotografie
  • Referenze
  • Lettera di presentazione per la famiglia ospitante
  • Au pair application form

Non è detto, però, che in futuro questi documenti siano sufficienti per poter entrare nel Regno Unito.

Au pair nel Regno Unito: la prima estate post Brexit

Nei mesi scorsi, intanto, la Brexit ha festeggiato il suo primo compleanno. Che cosa è cambiato per i lavoratori au pair nel Regno Unito? Secondo Rebecca Haworth-Wood, presidente della British Au Pair Agencies Association (BAPAA) il “numero di europei disposti a lavorare alla pari nelle case del Regno Unito è diminuito quasi del 50% rispetto al 2015”.

Ogni anno sono circa 40mila le famiglie del Regno Unito per cui i lavoratori au pair rappresentano un grande sostegno nella gestione degli impegni professionali e familiari. Nel 2016, però, qualcosa è cambiato e le famiglie hanno fatto più fatica a trovare un aiuto: “Il calo è dovuto al fatto, che dopo la Brexit, la Gran Bretagna è percepita come anti-straniera e gli europei sono meno disposti a venire. Preferiscono altre mete come lIrlanda”.

E voi? Quale destinazione avete in mente per la vostra esperienza come au pair? Leggete le testimonianze di chi si è già rivolto alla nostra agenzia e preparate la valigia. Brexit o non Brexit, fare lau pair all’estero è un’esperienza indimenticabile che vi arricchirà enormemente.

 

Fare un’esperienza come ragazza alla pari a Londra: i motivi per partire subito

Terminati gli studi, fare un’esperienza all’estero come au pair è un’idea molto gettonata. Spesso, però, si hanno le idee confuse su quale destinazione scegliere. Europa o Stati Uniti o, ancora, Australia? E nel
Vecchio Continente cosa preferire tra Inghilterra, Irlanda o Germania? Le possibilità sono davvero molte. Vediamo, allora, i motivi per scegliere di fare un’esperienza come ragazza alla pari a Londra , una delle città europee più “desiderate” dagli italiani.

Martedì, 04 Luglio 2017 09:30

Lavorare all’estero come ragazza alla pari: ecco cosa serve sapere

Chi non ha mai sognato di mollare tutto e partire verso un nuovo paese in cui vivere e lavorare? Negli ultimi tempi, trovare un posto di lavoro all’estero è un desiderio di molti. Prima di compiere una scelta definitiva, però, sarebbe utile iniziare a prendere confidenza con il paese prescelto. Fare un’esperienza di lavoro all’estero come ragazza alla pari è un buon modo per “rompere il ghiaccio”. Vediamo perché.

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